Behavior Analysis and Research
12/11/11
01/10/11
Il ritorno
Il ritorno è sempre difficile, anche se in terre amate.
Sono stata lontana molto e me ne duole....
Tuttavia sono lieta di respirare di nuovo l'aria di questa terra
ancora del tutto sconosciuta. Devo solo aprire le finestre per
ed esplorerò di nuovo.Far uscire l'odore acre di stantio e di polvere.
Poi tornerò ....
e tornerò,
e tornerò.
07/09/10
YODA: il nostro famiglio
Fra qualche giorno è l’anniversario del giorno che ci hai lasciato. Siamo tanto tristi. Quest’anno trascorso senza te è stato un’anno strano, entrambi tuo “padre” ed io facevamo finta l’uno con l’altra di aver superato la tua assenza, ma niente, poi ci siamo confessati che “il nostro bambino” non l’avevamo dimenticato, anzi sei sempre più presente nelle nostre vite... Molte cose le facciamo come se tu ci guardassi ovunque tu sia.... Caro Yoda.... ci sarà chi ci prende per matti, ma son certa che ci sarà anche chi ci comprende. Tu ci hai protetto nelle nostre vite veramente come solo uno spirito familiare può fare: sei stato e sei, ovunque tu sia il nostro famiglio.
Ti ricordiamo così in questi giorni caro Yoda, come nostro figlio e Famiglio.
Ci manchi tanto, grazie per tutto ciò che tu hai fatto per noi nel tempo in cui eri qui con noi e nel tempo del ricordo e dell’evocazione...
Grazie!
E veglia su noi!
29/08/10
Effetti farmacologici e farmacocinetici della madragora.
Pensavo anche io molto tempo fa che la madragora fosse solo leggenda, ma veramente tantissimi anni fa: quanti? Be' circa più di quaranta anni fa... pensavo che fossero piante mitologiche e che fosse giunta a noi la leggenda di questa pianta che ha invece dei principi attivi interessanti.
Ciò che colpiva di più e la sua fama derivano dal fatto che hauna radice che ha forma antropomorfa. Quelle che consideravano streghe invece ne conoscevano gli effetti magari in modo sterotipato, perché la assumevano attraverso uguenti che si applicavano sul corpo magari insieme ad altri pricipii attivi di altre piante, ergo le allucinazioni...
Ed ecco una piccola nota sugli effetti dell'assunzione della mandragora, essiccata, o non, radice, foglie o fiore.
Il principio attivo della mandragora officinalis, appartenente alle solanacee, è la solanina, da cui la joshina, o ioscina, scopolamina, che è un atropinosimile, un alcaloide.
La scopolamina, o ioscina, ferma reversibilmente i recettori colinergici impedendo l'interazione tra acetilcolina e recettori muscarinici.
Se assunta in dosi massive può dare sonnolenza, amnesia retrograda, tachicardia, blocco della vasodilatazione, secchezza delle fauci, secchezza oculare, secchezza bronchiale (v. uso fino agli anni '50 dello stramonium nei pazienti asmatici), dà blocco della sudorazione, può anche avere effetti sulla termoregolazione, e in alcuni soggetti provocare febbre, provoca midriasi=pupille dilatate, impedisce l'accomodamento oculare=cicloplegia. Quindi come atropinosimile agisce rilassando i muscoli lisci, e anche in dosi tossiche, diarrea, agitazione psicomotoria, stupor, allucinazioni: in DL50 delirio, paralisi respiratoria, coma morte.
Ovviamente si parla di un over dose del principio attivo, quindi dipende molto da quanto principio attivo si è assunto, mangiando parti della pianta.
Ma la ioscina o scopolamina a piccole dosi può essere usata anche a scopo terapeutico, o diagnostico.
Ad esempio dall'oculista, adesso si usano prodotti sintetici o semi-sintetici dell'atropina, ma prima si usava, proprio colliri con percentuali minime di atropina.
Non dimentichiamo che l'atotropina si trova pricipalmente nell'Atropa Belladonna.
19/07/10
Riflessioni
22/03/10
Marzo: Inizia la primavera....
Marzo, che mette nuvole a soqquadro
| Marzo, che mette nuvole a soqquadro e le ammontagna in alpi di broccati, per poi disfarle in mammole sui prati, accende all'improvviso, come un ladro, un'occhiata di sole, che abbaglia acque e viole. Con in bocca un fil d'erba primaticcio, Marzo è un fanciullo in ozio, a cavalcioni sul vento che separa due stagioni; e, zufolando, fa, per suo capriccio, con strafottenti audace, il tempo che gli piace. Stanotte, fra i suoi riccioli, spioventi sul mio sonno a rovesci e a trilli alati, il flauto di silenzio dei suoi fiati vegetali svegliava azzurri e argenti nel mio sognarlo, e fuori ne son sbocciati i fiori. (Arturo Onofri) |
14/03/10
Segni
Ieri ho parlato del mio lungo tempo di assenza dal blog con una cara amica. Lei mi ha detto molte cose tra cui quelle che esporrò qua di seguito.
Sempre più mi rendo conto che ho necessità, dopo questa elaborazione ed epurazione, di tagliare i rami spurii, ciò che come una pianta parassita mi succhia energia.
Già l’amica, di cui parlavo prima, mi aveva consigliato di visualizzare una spada, curioso lo ho detto anche a lei, molti anni fa avevo conosciuto una persona molto speciale, che mi aveva consigliato nei momenti come questo di pensare a qualcosa di simile, come se dalle mie dita dovessero uscire delle lame per tagliare ciò che era troppo e fare proprio l’atto di unire indice e medio e dall’alto verso il basso tagliare nell’aria....
Ebbene, poi sono andata sul web ed ho letto un post di un’altra cara amica che si riferiva a Michele, ebbene dopo mi sono ricordata cosa dovevo associare al gesto di tagliare, questo vecchio signore, la persona speciale, mi aveva consigliato dei versi di Steiner, per evocare la forza di
giustizia: l’entità del separare:
“Micael
Prestami la tua spada, affinché io sia armato, per vincer il drago in me.
Riempimi della tua forza, affinché io sgomini le entità che vogliono paralizzarmi./
Agisci dunque in me, in modo tale che riluca la luce del mio Io
e sia condotto a degli atti degni di te,
Micael” (R.Steiner)
Ecco tutti segni che mi stanno riconducendo a qualcosa che forse avevo paura ad affrontare. Tutti abbiamo paura di affrontare qualcosa, ma cosa è più spaventoso dell’affrontare la strada che porta a ciò che siamo veramente?
Per entrare in questa fitta giungla di apparenze, di pesi inutili da portare, di rami vecchi e secchi è veramente necessario qualcosa che tagli bene: la lama acuminata del nostro Io che si unisce all’entità dell’Universo dove niente si spreca ma niente staziona se non ha più utilità.
27/12/09
Clio
VEGLIATE SU NOI CLIO E YODA.
25/12/09
Auguri di una vera rinascita.
10/12/09
I primi aliti di vento, Inverno, Lasciati senza lacrime.
“Quando arriva l'ordine di trasferimento, il guerriero guarda tutti gli amici che si è fatto durante il cammino. Ad alcuni ha insegnato a udire le campane di un tempio sommerso, ad altri ha raccontato storie intorno al fuoco.
Il suo cuore si rattrista, ma egli sa che la sua spada È sacra, e che deve obbedire agli ordini di Colui al quale ha offerto la sua lotta.
Allora il guerriero della luce ringrazia i compagni di viaggio, trae un profondo respiro e va avanti, portando con se i ricordi di un viaggio indimenticabile.”
(Da “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho)
01/12/09
Cosa implica Agire
In tutto ciò che viene fatto dall'essere umano, vi un pensato riflesso, un agito parlato, e un atto vero e proprio. Se si crede che solo l'atto vero e proprio sia agire non è proprio così. L'istanza Pensiero Riflesso, perché solo di questa si può parlare, è anch'essa un'azione. Ma partiamo da ciò che è più visibile più tangibile. Un qualsiasi atto, fatto da un individuo è agire: esprime movimento e cambiamento, es. andare a lavorare è agire. Interagire con gli altri in bene o in male è agire. Per interferirire con altri individui lo stesso è agire, provocare comunque delle reazioni, o delle non-reazioni è comunque una vibrazione su qualcosa di più grande. Con il semplice parlare si può agire in positivo, ad es. si possono dire cose che fanno bene, aiutare, ecc; e tuttavia si può far del male, fino ad uccidere.... : non è quindi agire anche il parlare? Riflettiamo dei fatti accaduti o no, quante volte si è sentito dire che litigando o facendo azioni più concrete altre persone possono arrivare perfino a morire? O a interferire sulla salute degli interlocutori: questo vuol dire che l'istanza del parlare agisce allo stesso livello dell'atto concreto. Cosa bisogna fare perché questo non accada, riflettere, e dico riflettere a ragion veduta, di Pensiero ancora non si può parlare, in quanto ogni nostro pensare proviene da pensieri preesistenti, da idee che esistono già. Giungere a un Pensiero Puro, scevro da tutto il pensato, vuol dire giungere al proprio IO-SONO, alla nostra parte più pura e più attinente al vero. Parliamo di pensare come pensiero riflesso, nel nostro quotidiano, immagine appannata del Pensiero Folgore*, o Vivente*; comunque anche l'ultima istanza puo' condurre a delle variazioni di ciò che stiamo vivendo. E' complicato dire quanto un modo di pensare (riflesso), oppure anche una sola idea riflessa possa incidere sulla nostra vita. Riflettiamo a quanto un modo di pensare negativo, puo' deprimere, oppure può far del male, o in linea opposta puo' gratificare, puo' aprire la via a pensieri riflessi più alti, fino a giungere ad azioni veramente ragguardevoli: meditare.... Allora ricordiamoci sempre che ci sono vari tipi di azione che incidono nel corso della nostra vita: l'atto, la parola, e il pensiero riflesso. *Pensiero folgore, Pensiero Vivente - Trattato del pensiero vivente, Massimo Scaligero, 1979 ed. Tilopa. *Rudolf Steiner- La filosofia della libertà-Ed. Antroposofica


